Centrale ibrida

La centrale ibrida è una novità di marchio tutto italiano nel mondo delle rinnovabili. Infatti, Enel Green Power, azienda italiana, nonché leader mondiale nel settore delle rinnovabili, ha recentemente sviluppato in America, nel Nevada, l’impianto di Stillwater.

Quale è la novità?
La novità si ritrova nella combinazione di due fonti energetiche rinnovabili, quali geotermico e solare.
Attualmente l’impianto è composto da una parte di geotermia a media entalpia (34 MW) e una parte di solare fotovoltaico (26 MW), per un totale di 60 MW prodotti. Questa prima ibridizzazione verrà integrata entro la fine dell’anno 2014 con la seconda ibridizzazione, che vede la combinazione dell’impianto esistente con 17 MW di solare a concentrazione. Nei tubi ricettori di quest’ultimo correrà acqua demineralizzata in pressione che andrà ad aumentare il rendimento della parte geotermica, dato il minor rendimento delle sorgenti a media entalpia rispetto a quelle ad entalpia più elevata. Da sottolineare è anche l’utilizzo di acqua demineralizzata in qualità di fluido termovettore che possiede un impatto ambientale nullo, a differenza dei meno eco-friendly oli diatermici.

 

Perché l’ibridizzazione?
Come sarà noto a molti, le fonti energetiche rinnovabili sono ampiamente criticate per la loro discontinuità e non prevedibilità. La soluzione ibrida si inserisce esattamente in questo contesto puntando al miglioramento di tale condizione attraverso l’accoppiamento di fonti rinnovabili complementari e, nel caso del geotermico, programmabili. Enel Green Power con questo nuovo impianto fornisce una soluzione competitiva alla discontinuità del solare con la continuità del geotermico.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la riduzione delle infrastrutture necessarie (linee elettriche di interconnessione, ecc.), dato che gli impianti sono compresi in un unico sito produttivo, mitigando ulteriormente l’impatto ambientale dell’impianto. Tuttavia, come si può anche apprezzare dalla foto iniziale, l’impatto visivo rimane comunque rilevante, come la necessità di disporre di grandi aree su cui disporre i pannelli e la centrale geotermica.

 

Altri progetti ibridi?
La voglia di sperimentare di Enel Green Power non si è fermata a Stillwater, ma è arrivata anche in Cile. Nel villaggio di Ollagüe, al confine con la Bolivia, le condizioni ambientali non si possono definire come le migliori possibili dato l’alto vento, le alte irradiazioni solari e la posizione geografica isolata. Infatti, gli abitanti di questo villaggio godono di poche ore di elettricità giornaliere fornite da un generatore elettrogeno. Per ovviare a questo problema, si è proposto l’accoppiamento tra fotovoltaico, mini-eolico ed accumulo elettrochimico, il tutto con una capacità produttiva di 460 MWh l’anno, che include anche una capacità di cogenerazione per la produzione di acqua calda di uso domestico per i bambini della scuola. Il progetto è attualmente in fase di costruzione.

 

Immagine da: http://www.enelgreenpower.com/it-IT/events_news/news/release.aspx?iddoc=1653304

 

 

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