Light Sail Storage

Gli impianti rinnovabili non programmabili, in particolare  eolici e fotovoltaici, spesso producono energia in eccesso che la rete non è  in grado di assorbire e questo comporta perdite importanti.
Una tecnologia che potrebbe consentire di conservare notevoli quantità di energia è quella dell'accumulo di aria compressa. L'aria compressa può essere successivamente utilizzata per produrre energia elettrica attraverso le classiche turbine delle centrali elettriche a gas, ma con un'efficienza maggiore.

Rispetto ai tradizionali sistemi di accumulo ad aria compressa però, il metodo messo a punto dalla LightSail prevede l’utilizzo di acqua nebulizzata. Il lavoro di compressione infatti genera energia sottoforma di calore fino ad oggi dispersa. Mediante l’acqua spray nebulizzata nel volume di corsa del pistone del sistema LightSail, è possibile assorbire il calore generato dalla suddetta compressione per poi fornirlo in un secondo momento nella fase di espansione. Si tratta di un brevetto ancora di proprietà della Light Sail Energy, su cui ha investito anche il gigante dell’energia francese TOTAL.
I punti di forza di questa tecnologia sono numerosi. Infatti oltre ad evitare il surriscaldamento di batterie e dispersione energetica per sua intrinseca natura di riutilizzo del calore prodotto, raggiunge un‘elevata efficienza termodinamica (90%) senza sacrificare l’efficienza dell’impianto.

 

Cosa ancora la blocca?
La principale difficoltà, ad oggi, riguarda la possibilità di pompare l’acqua nel sistema evitando di consumare troppa energia, ovvero il contenimento dei costi. Inoltre  l’acqua va nebulizzata in gocce della giusta dimensione per evitare problemi d’impianto e questo comporta sforzi e quindi costi tecnologici non indifferenti.

 

 

Per ulteriori informazioni: http://www.lightsail.com/

 

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