Eolico ad Alta Quota

È un sistema di sfruttamento dell’energia eolica d’alta quota catturata mediante profili alari fissati a coppie di cavi ancorati a strutture fisse o mobili posizionate al suolo. I venti d’alta quota sono generalmente più costanti e intensi rispetto a quelli che soffiano in prossimità del terreno.

Ci sono diversi layout impiantistici tutti basati sul medesimo principio di funzionamento: una vela, o aquilone, è connessa alla base della struttura mediante due tiranti appesi alle sue estremità e arrotolati a un argano. L’argano è collegato a sua volta a due attuatori elettrici che governano i profili alari per controllare la traiettoria di ogni singola vela massimizzando così la resa energetica. La struttura è dunque più dinamica e leggera rispetto a quella del generatore eolico tradizionale e consente di catturare l’energia del vento fino a 1.000 metri di altezza.

 

Il ciclo di rotazione si compone di quattro unità di manovra: una trazione con mura a destra a cui segue una sospensione e un riposizionamento con inversione di mura. Si ha poi il riposizionamento iniziale e infine un nuovo cambio di mura. Ogni unità di manovra stimola una trazione lungo la circonferenza dell’argano a terra che ne provoca la rotazione. L’argano è a sua volta connesso a un generatore elettrico che produce energia elettrica con una continuità superiore a quella dell’eolico tradizionale.

 

Progetti di questo genere sono già stati implementati, fra gli altri, dalla società italiana KiteGen che nel 2006 ha costruito un primo prototipo della potenza nominale di 40 kW, testato fino a un altezza di 800 metri. Lo sviluppo del progetto prevede la realizzazione di un generatore da 3 MW di potenza installata.

 

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