Geotermia con circolo ORC

Con l’accoppiamento tra la geotermia e il ciclo ORC (Organic Rankine Cycle), i fluidi che escono dal pozzo geotermico passano in uno scambiatore termico dove cedono il proprio calore al fluido del ciclo ORC. Dallo scambiatore di calore si ha la produzione di vapore del fluido circolante nell’ORC. L’espansione del vapore in una turbina produce l’energia elettrica. Un condensatore a valle della turbina raffredda il fluido riportandolo allo stato liquido e pompandolo nello scambiatore di calore per iniziare nuovamente il ciclo.

I fluidi usati sono refrigeranti o idrocarburi con una temperatura di ebollizione molto bassa. È quindi possibile sfruttare fonti geotermiche a minore temperatura andando a estendere le aree di applicazione proprie della geotermia classica. In genere gli impianti geotermici con ciclo ORC sono costruiti e installati in piccole unità modulari che possono essere collegate tra loro in serie generando impianti di maggiore potenza. Il loro costo dipende soprattutto dalle temperature dei fluidi geotermici prodotti che influenzano la dimensione delle apparecchiature di processo.

 

Nella realizzazione di prototipi, risultati importanti sono stati raggiunti da Enel in collaborazione con il Politecnico di Milano e Turboden. L’efficacia degli impianti di questo tipo è stata dimostrata a livello europeo dal progetto GeoSEE (2012-2013) che si è occupato dell’integrazione della geotermia con le altre fonti rinnovabili.

 

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