Progetto Brillouin Energy

Gli esperimenti eseguiti dall’americana Brillouin Energy Corporation (BEC) in collaborazione con lo Stanford Research Institute (SRI) suggeriscono che, in determinate condizioni di temperatura, pressione e oscillazioni dei campi elettromagnetici, il Palladio, ma anche il Nickel, a contatto con l’Idrogeno, fanno modificare la struttura nucleare dell’Idrogeno facendolo diventare Elio. Il Nickel potrebbe trasmutarsi in Rame. Tutto ciò, però, è ancora soggetto ad esperimenti piuttosto complessi che potrebbero portare a una formulazione finale entro un paio di anni.

La natura esotermica della reazione ha come conseguenza la produzione di energia termica. La reazione è di fusione nucleare ed è nella sua prima fase endotermica. Richiede dunque somministrazione di calore per innescarsi e prosegue spontaneamente innestando un regime costante che permette di fornire potenza in maniera controllata e determinabile. Il catalizzatore utilizzato può essere il palladio o il Nickel, per due motivi: sono in grado di assorbire l’idrogeno e agevolare la reazione di fusione nucleare.

 

Al termine del processo la generazione di potenza termica è, al momento, due volte quella richiesta per innescare la reazione. Brillouin presume che, una volta ottimizzata la reazione, la generazione potrebbe crescere e arrivare ad almeno tre volte.

 

La Brillouin Energy è ancora nella prima fase di studio e progettazione, ma i risultati dei test di laboratorio sono incoraggianti.

 

Non è possibile ancora parlare di costi di produzione di un prototipo perché ancora non esiste. La Brillouin stima in circa 10 M$ l’investimento necessario per portare a termine gli esperimenti.

 

Scarica la scheda tecnologia

Click me
Progetto Brillouin Energy

Sistemi di Accumulo

Promotori e Sponsor